Il fabbricato, in concessione da parte della Provincia di Cosenza per il progetto Asylon (centro Sprar), è un vecchia casa cantoniera dell’Anas situata sulla sponda sinistra del fiume Crati limitrofa alla zona industriale di Rende, contrada Conciostocchi. E’ stata ristrutturata, inaugurata e concessa nel 2004, le sue funzioni sono molteplici.
Corsi di inserimento
Vengono svolti, all’interno dei locali della struttura, diverse tipologie di corsi (italiano, educazione civica, socio-sanitari, legali) rivolti ai beneficiari del progetto Sprar di cui l’associazione è ente gestore.
Orto migrante
La casa possiede un piccolo appezzamento di terreno su cui sono state montate 3 serre ed un capanno per gli attrezzi, oltre ad un piccolo recinto per animali da cortile. Diverse sono le esperienze avviate nel campo dell’agricoltura con i migranti beneficiari del progetto.
Nell’estate 2009 è stata riattivata la coltivazione, dopo un relativo lungo fermo. Dopo una discreta stagione di avvio (pomodori, melanzane, zucchine, fagiolini, cetrioli), per il periodo invernale sono stati seminate, in campo aperto, fave e piselli.
La campagna agricola 2010 si è chiusa ed è stata avviata una collaborazione con il gruppo ‘agrinatura’ dell’APS ‘popolo creativo’ ONLUS, per la coltivazione del terreno con il metodo dell’agricoltura naturale. L’ “Agricoltura Naturale” è un metodo di coltivazione rivoluzionario, sviluppato da Masanobu Fukuoka nel Giappone meridionale, che prevede la combinazione di diverse pratiche agricole vicine a quelle antiche, prima che venisse introdotta l’agricoltura di tipo europeo, che ha raggiunto poi anche America e Australia.
Poche righe per raccontare cosa accade tra i filari.
Poche righe per raccontare cosa accade tra i filari. Nei nuovi filari dell’Orto Migrante ci sono sempre nuove mani che lavorano! Forse è per questo che si chiama Orto Migrante? Lo scopo resta sempre lo stesso: produrre cibi genuini, salutari, profumati e colorati, nel rispetto della natura e delle persone. Infatti, l’agricoltura dell’Orto Migrante continua a essere una pratica ecosostenibile ed etica.
La situazione attuale nel campo è la segue
nte: si è razionalizzato lo spazio al fine di sfruttarlo al meglio, con la scelta d’impiantare contemporaneamente colture perenni e annuali, alberi sempreverdi e piante caducifòglie, essenze arboree, arbustive, rampicanti ed erbacee. Costituendo così un campo a più dimensioni, per rimanere “fedeli alla linea†degli insegnamenti di Masanobu Fukuoka (vedi “Un frutteto naturale a tre dimensioni†dal libro “La fattoria biologica†Ed. Mediterranee, Roma 2001).
La scelta delle piante è avvenuta tenendo conto della loro compatibilità al clima e alle stagionalità , affinché si abbia complessivamente la produzione durante tutto l’arco dell’anno. Perciò sono state piantumate nuove file di alberi da frutto, oltre ai Peschi preesistenti, aumentando le varietà a maturazione estivo-autunnale. Le nuove essenze sono state così selezionate: quattro varietà di Melo (Smith, Imperatore Dallago, Schiacciatella Silana, Limoncella), quattro di Pero (Bella di Giugno, William, Conference, Decana del Comizio), quattro di Albicocco (Errani, Pellecchiella, Cafona, Tyrinthos), quattro di Susino (Goccia d’Oro, President, Angeleno, Autumn Giant) e quattro di Ciliegio (Giorgia, Lapins, Bigarreau Napolèon, Bing). con maturazione scalare,
tra le varietà , per avere frutta fresca da Maggio ad Ottobre. Inoltre sono stati piantati anche alcuni alberi di frutti minori, tra cui Diospiri (Kaki), Noccioli, Fichi e Melograni. Un importante e fondamentale ruolo lo rivestono i filari ordinati dei piccoli frutti, tra cui Lamponi, More, Ribes, Mirtilli, e Uva Spina.
Prossimamente saranno seminate le fragoline di bosco, per aumentare le varietà dei piccoli frutti, mentre tra i filari degli alberi da frutto sarà predisposta una piantumazione a fragole. Insieme alle fragole arriveranno gli alberi sempreverdi. Agrumi diversi, che ricopriranno un quadrato del terreno dove attualmente sono seminate le fave, per fissare l’azoto atmosferico nel suolo. Le varietà agrumicole saranno rappresentate da una coppia di alberi per varietà , tra cui l’Arancio Moro, il Washington, il Washington Navel, il Mandarino di Ciaculli e il Clementino Comune e da un Limone Quattro Stagioni. Gli alberi, così predisposti, si andranno ad aggiungere ai già presenti venticinque Olivi della verietà calabrese da cesto dal frutto grande e dolce conosciute col nome di “cumignaneâ€. Intanto stanno già crescendo lattughe romane e a foglia di quercia variegate, radicchio rosso, bietola a costa, cicoria grumolo verde, cipolle rosse di Tropea, finocchi, broccoli neri, carciofi, spinaci, sedano e rucola.
Oltre alla copertura del terreno con le piante, sono state realizzate delle coperture adatte alla socializzazione. Questi verrà ricoperti dalle foglie dei rami rampicanti di piante di kiwi, che ne delineano il perimetro oltre a dare i loro frutti, con la funzione di ombeggiatura di un’area adibita ad attività ricreative e sociali e da altri pergolati di piante di vite che serviranno ad aumentare la superficie ombreggiata oltre che a dare un buon prodotto gradevole per il consumo fresco, quale l’uva da tavola.
Sostenere questa realtà significa, per quanto piccolo come contributo, dare la possibilità e la speranza di uscire dal circolo vizioso dello sfruttamento che tanti migranti subiscono sul posto di lavoro, soprattutto nei campi agricoli della nostra regione.
Scarica la scheda-produttore compilata per il mercatino-gas Utopie Sorridenti che si svolge, ogni sabato mattina)Â presso i capannoni ex officine FdC su viale Mancini / via Popilia.
Leggi il volantino, per il gas, UN SOGNO IN UN SOGNO.
Poche righe per raccontare cosa accade tra i filari. Nei nuovi filari dell’Orto Migrante ci sono sempre nuove mani che lavorano! Forse è per questo che si chiama Orto Migrante? Lo scopo resta sempre lo stesso: produrre cibi genuini, salutari, profumati e colorati, nel rispetto della natura e delle persone. Infatti, l’agricoltura dell’Orto Migrante continua a essere una pratica ecosostenibile ed etica. La situazione attuale nel campo è la seguente: si è razionalizzato lo spazio al fine di sfruttarlo al meglio, con la scelta d’impiantare contemporaneamente colture perenni e annuali, alberi sempreverdi e piante caducifòglie, essenze arboree, arbustive, rampicanti ed erbacee. Costituendo così un campo a più dimensioni, per rimanere “fedeli alla linea†degli insegnamenti di Masanobu Fukuoka (vedi “Un frutteto naturale a tre dimensioni†dal libro “La fattoria biologica†Ed. Mediterranee, Roma 2001). La scelta delle piante è avvenuta tenendo conto della loro compatibilità al clima e alle stagionalità , affinché si abbia complessivamente la produzione durante tutto l’arco dell’anno. Perciò sono state piantumate nuove file di alberi da frutto, oltre ai Peschi preesistenti, aumentando le varietà a maturazione estivo-autunnale. Le nuove essenze sono state così selezionate: quattro varietà di Melo (Smith, Imperatore Dallago, Schiacciatella Silana, Limoncella), quattro di Pero (Bella di Giugno, William, Conference, Decana del Comizio), quattro di Albicocco (Errani, Pellecchiella, Cafona, Tyrinthos), quattro di Susino (Goccia d’Oro, President, Angeleno, Autumn Giant) e quattro di Ciliegio (Giorgia, Lapins, Bigarreau Napolèon, Bing). con maturazione scalare, tra le varietà , per avere frutta fresca da Maggio ad Ottobre. Inoltre sono stati piantati anche alcuni alberi di frutti minori, tra cui Diospiri (Kaki), Noccioli, Fichi e Melograni. Un importante e fondamentale ruolo lo rivestono i filari ordinati dei piccoli frutti, tra cui Lamponi, More, Ribes, Mirtilli, e Uva Spina. Prossimamente saranno seminate le fragoline di bosco, per aumentare le varietà dei piccoli frutti, mentre tra i filari degli alberi da frutto sarà predisposta una piantumazione a fragole. Insieme alle fragole arriveranno gli alberi sempreverdi. Agrumi diversi, che ricopriranno un quadrato del terreno dove attualmente sono seminate le fave, per fissare l’azoto atmosferico nel suolo. Le varietà agrumicole saranno rappresentate da una coppia di alberi per varietà , tra cui l’Arancio Moro, il Washington, il Washington Navel, il Mandarino di Ciaculli e il Clementino Comune e da un Limone Quattro Stagioni. Gli alberi, così predisposti, si andranno ad aggiungere ai già presenti venticinque Olivi della verietà calabrese da cesto dal frutto grande e dolce conosciute col nome di “cumignaneâ€. Intanto stanno già crescendo lattughe romane e a foglia di quercia variegate, radicchio rosso, bietola a costa, cicoria grumolo verde, cipolle rosse di Tropea, finocchi, broccoli neri, carciofi, spinaci, sedano e rucola. Oltre alla copertura del terreno con le piante, sono state realizzate delle coperture adatte alla socializzazione. Questi verrà ricoperti dalle foglie dei rami rampicanti di piante di kiwi, che ne delineano il perimetro oltre a dare i loro frutti, con la funzione di ombeggiatura di un’area adibita ad attività ricreative e sociali e da altri pergolati di piante di vite che serviranno ad aumentare la superficie ombreggiata oltre che a dare un buon prodotto gradevole per il consumo fresco, quale l’uva da tavola.




