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	<title>La Kasbah</title>
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		<title>COMUNICATO STAMPA Giovanni Manoccio Sindaco di Acquaformosa (Cs)</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xxx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Direttore del Quotidiano della Calabria Spero vivamente che la cooperativa “le Rasole” mi denunci per diffamazione,  mi auguro che un tribunale della Nazione mi condanni e mi faccia scontare la pena nei servizi sociali, in tal caso chiederò di  essere affidato alla cooperativa stessa, dove sarò sottoposto alle dipendenze di un certo Santo &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/Rogliano1.jpg"><br />
</a></p>
<p>Al Direttore del Quotidiano della Calabria</p>
<p>Spero vivamente che la cooperativa “le Rasole” mi denunci per diffamazione,  mi auguro che un tribunale della Nazione mi condanni e mi faccia scontare la pena nei servizi sociali, in tal caso chiederò di  essere affidato alla cooperativa stessa, dove sarò sottoposto alle dipendenze di un certo Santo &#8211; che eufemismo &#8211;  noto dispensatore di democrazia e di diritti,  mi auguro solo che possa cambiare  il suo atteggiamento  da “Bullo” e sforzarsi di parlare in italiano non solo in reggino.</p>
<p>Mi riferisco all’intervento pubblicato su ‘Il Quotidiano’ e della dura presa di posizione nei miei confronti, della “Cooperativa le  Rasole”. Premetto di essere uno strenuo difensore della libertà di opinione di ognuno, per cui non mi meraviglia più di tanto l’attacco a cui sono stato sottoposto dalla dirigenza della Cooperativa espressa attraverso la testimonianza dei suoi dipendenti. Da più mesi sto sostenendo una battaglia di informazione e di denuncia sulle scelte operate dal Governo Nazionale attraverso la delibera del consiglio dei ministri che demanda alla Protezione Civile Nazionale la gestione dell’ “Emergenza Nord-Africa”,  l’ho fatto con interventi sulla stampa sia regionale che nazionale, ricordo che il Corriere della Sera ha dedicato ad Acquaformosa e al suo modello di accoglienza ben due articoli nel mese di agosto e che le radio e le TV sia regionali che nazionali si sono occupati delle mie denunce, inoltre ho più volte spiegato ai dirigenti regionali il perché del mio attivismo a difesa dei diritti dei migranti, essendo tra l’altro firmatario della convenzione regionale di Protezione Civile, in quanto una famiglia del Ciad è ospite in un appartamento nel mio comune dal 13 agosto, con tre bambine di cui una nata da 7 giorni. Sto sostenendo assieme a tante energie sparse nella Calabria il principio dell’accoglienza umanizzante, sperimentata nei progetti SPRAR di cui il Comune di Acquaformosa è titolare, che danno la possibilità ai nostri ospiti di essere accolti in appartamenti e di essere tutelati sia nella privacy  che nell’integrazione,  sono convinto assertore della negatività della scelta di ammassare negli ex alberghi dismessi i richiedenti asilo provenienti dall’Africa attraverso Lampedusa. Questa opinione l’ho espressa, con ferma persuasione, da molti giorni al sindaco di Rogliano, agli amministratori di Cetraro e di Amantea  - partecipando ad un dibattito assieme al giornalista Iacopo Storni e a Mimmo Lucano sindaco Riace. Non conoscevo i gestori della cooperativa, ho partecipato alla manifestazione per portare l’esperienza di un amministratore che può raccontare un metodo alternativo di accoglienza e per accertarmi delle condizioni dei migranti, temendo che queste situazioni  protratte nel tempo possano dare vita a momenti di tensione che nessuna cooperativa, seppur brava, può evitare; perché ritengo che ammassare le persone in ex alberghi o ristoranti  sia il metodo peggiore di accoglienza che può degenerare ripetendo la triste storia di Rosarno.</p>
<p>A  Rogliano  abbiamo trovato i cancelli aperti,  con i migranti che spontaneamente hanno partecipato alla manifestazione, salutando i componenti della  “Rete Antirazzista”,  e scrivendo di proprio pugno i cartelli, ballando ma soprattutto intervenendo per spiegare in inglese o francese le loro condizioni. Mentre avveniva tutto ciò sono stato avvicinato dal signor Santo che accompagnato da una, presumo collaboratrice, mi ha chiesto spiegazioni sul perché di questa manifestazione, invitandomi ad entrare nella struttura, i suoi modi erano estremamente bruschi e padronali, gli ho risposto che prima di entrare aspettavo la presenza del sindaco di Rogliano in quanto sarebbe stato scortese entrare nel centro senza la sua presenza. Dopo circa mezz’ora, alla presenza di una delegazione di manifestanti, siamo entrati per discutere su una serie di problematiche emerse dagli interventi a microfono aperto dei migranti, il clima era da interrogatorio in cui noi manifestanti eravamo gli imputati, il signor Santo assieme ai suoi collaboratori non nascondevano la loro insofferenza, ad ogni inizio di domanda o di confronto intervenivano all’unisono come se già conoscessero il copione, più volte abbiamo spiegato che il nostro intendimento è quello di trovare le soluzioni per migliorare le condizioni dei migranti, ma tutto era vano, ci sono le registrazioni  che possiamo trasmettere ai dirigenti delle “rasole” a dimostrazione delle mie affermazioni, l’unico intento era quello di liberarsi dei manifestanti, senza neanche ascoltarne le proposte. La tensione ha avuto l’apice quando abbiamo chiesto sulle condizioni di una migrante Nigeriana in stato di gravidanza, la quale durante la manifestazione alla presenza del sindaco di Rogliano ha chiesto di essere allontanata dal centro assieme ad altre due donne, affermando anche di non essere seguita dal punto di vista sanitario, ci sembra improprio mantenere sette donne, di cui una in gravidanza, in un luogo dove  convivono 150 ragazzi dai 18 ai 25 anni. La cooperativa ci ha mostrato una cartella clinica, giustamente senza mostrarci il nome, e chiamando la ragazza la quale  evidentemente impaurita, ha smentito le cose precedentemente dette. Subito dopo abbiamo lasciato il luogo con i migranti richiamati all’ordine  dal signor Santo, visto che la donna Nigeriana si era di nuovo avvicinata chiedendoci aiuto. Uscendo e vedendo i tanti giovani assiepati nel giardino della struttura ho avuto un senso di impotenza e di sconforto, pensando a come scorrono le giornate nell’inedia e nell’inutilità, per tanti ragazzi che sognavano la libertà che si sono opposti a regimi che hanno rischiato di morire nell’attraversare il mediterraneo  e che ora si trovano in una  sorta “moderna reclusione” presso l’ex hotel ristorante la  Calavrisella di Rogliano. Per finire cari gestori delle “Rasole” riconfermo la mia frase da voi virgolettata :  “è bello vedere bambini di pelle diversa che stanno assieme  nelle piazze e nelle scuole di Acquaformosa” sarà scontata ma a me continua ad emozionare, come continua a farmi arrabbiare anzi ad indignarmi il modello dell’ammasso dei cosiddetti  “clandestini” oppure “Immigrati”, ad ogni buon conto vi invito a venire nella mia cittadina, l’ho già fatto pubblicamente nell’incontro, per farvi vedere e conoscere un modo alternativo di considerare gli esseri umani, soprattutto se Migranti.</p>
<p>P.S. ho preso a caso una fotografia della manifestazione, in cui secondo la cooperativa, non più di 12 -13 migranti hanno preso parte. Lascio alle persone eventuali considerazioni sul numero.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/Rogliano1.jpg"><img title="Rogliano" src="../wp-content/uploads/Rogliano1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>STOP ALLE EMERGENZE, DIRITTI PER TUTTI!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 09:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xxx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La “RETE ANTIRAZZISTA” ritiene inaccettabile la coltre di silenzio che nasconde le malefatte della protezione civile e le connivenze con la politica nazionale e regionale.  In Italia ogni situazione diviene emergenza e stato di eccezione dove proliferano speculatori e affaristi in deroga a qualsiasi legge e diritto, tra questi primeggia la Protezione Civile. Dai rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La “RETE ANTIRAZZISTA” ritiene inaccettabile la coltre di silenzio che nasconde le malefatte della protezione civile e le connivenze con la politica nazionale e regionale.  In Italia ogni situazione diviene emergenza e stato di eccezione dove proliferano speculatori e affaristi in deroga a qualsiasi legge e diritto, tra questi primeggia la Protezione Civile. Dai rifiuti all’economia, dai terremoti ai migranti!  La protezione civile si occupa di tutte queste emergenze, speculando sui disagi e sugli sfaceli della cattiva politica.<br />
La chiamano “accoglienza ai migranti” ma l’apertura di quelli che vengono definiti C.A.R.A per l’emergenza nord africa è frutto di una politica nazionale in cui il migrante è considerato un pericolo sociale da segregare in questi centri per poi espellerli respingendoli nei loro paesi di origine una volta esauriti i fondi dell’emergenza stessa! Sballottati da una parte all’altra dell’Italia, senza nessuna informazione sulla propria condizione giuridica ed esistenziale, in attesa del verdetto di una “commissione” che espelle circa7 migranti su 10, uomini e donne in fuga dalle guerre che hanno insanguinato il nord africa,vengono trattenuti in questi centri, fruttando in media 50 euro al giorno a chi li gestisce. Una gallina d’oro costruita sulle loro teste, sulle loro speranze e sulle loro vite. E troppo spesso questi centri, luoghi senza legge ne diritti, diventano dei veri e proprio lager dove i migranti entrano per non uscirne mai più. La provincia di Cosenza vede fiorire C.A.R.A sul tutto il territorio nell’assordante silenzio dalla politica Calabrese. Rogliano, dopo Amantea e Cetraro, ha visto l’arrivo di circa 120 richiedenti asilo ammassati nell’hotel “La Calavrisella” in cui l’esperimento del C.A.R.A libero si è concluso in tempi brevissimi con l’identificazione degli attivisti che riaccompagnavano i migranti al centro dopo le attività svolte presso La casa delle culture, da parte delle forze dell’ordine allertate dal “responsabile” della cooperativa.<br />
Probabilmente la loro colpa è stata quella di aver informato i migranti sui loro diritti e su cosa sia il pocket money, erogato attraverso inaccettabili “Buoni lavoro”. In tutto questo non c’è posto per la volontà dei migranti che chiedono solo di essere LIBERI di viaggiare, di cercare un lavoro e di perseguire le loro speranze. Prima li bombardiamo, poi li segreghiamo!<br />
Come Rete Antirazzista, siamo oggi al fianco dei nostri fratelli migranti per chiedere: l&#8217;abrogazione immediata della legge Bossi-Fini; il superamento della gestione emergenziale e clientelare dei centri dove vengono reclusi i migranti; un piano di accoglienza reale e dignitosa,  sull’esempio di comuni virtuosi come Riace ed Acquaformosa che garantiscono a queste persone una opportunità di vita dignitosa e soprattutto chiediamo libertà di movimento e diritti di cittadinanza per tutti gli esseri umani, senza differenziazioni fra rifugiati, migranti economici o altre fantasiose categorie, buone solo ad alimentare  ulteriori guerre inter-etniche,  rimpatri frettolosi e nuove sacche di clandestinità!</p>
<p>Rogliano, 24 Settembre 2011<br />
Rete Antirazzista Calabrese</p>

<a href='http://www.lakasbah.org/2011/09/stop-alle-emergenze-diritti-per-tutti/psf_5293-2/' title='PSF_5293'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/PSF_52931-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PSF_5293" title="PSF_5293" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/09/stop-alle-emergenze-diritti-per-tutti/psf_5307/' title='PSF_5307'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/PSF_5307-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PSF_5307" title="PSF_5307" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/09/stop-alle-emergenze-diritti-per-tutti/psf_5430/' title='PSF_5430'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/PSF_5430-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PSF_5430" title="PSF_5430" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A chi conviene l&#8217;emergenza?</title>
		<link>http://www.lakasbah.org/2011/08/a-chi-conviene-lemergenza/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 10:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da mesi assistiamo impotenti ed indignati alla creazione dell’ennesimo contesto di emergenza creato ad arte dal governo nazionale. In seguito alle rivolte della primavera araba, Lampedusa si trasforma in una prigione a cielo aperto e lo stato d’emergenza viene sancito da un Decreto con cui si affidano tutte le competenze alla Protezione Civile, suggellando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da mesi assistiamo impotenti ed indignati alla creazione dell’ennesimo contesto di emergenza creato ad arte dal governo nazionale. In seguito alle rivolte della primavera araba, Lampedusa si trasforma in una prigione a cielo aperto e lo stato d’emergenza viene sancito da un Decreto con cui si affidano tutte le competenze alla Protezione Civile, suggellando il passaggio dell’accoglienza da materia sociale a “catastrofe emergenziale”.</p>
<p>Quella Protezione civile, nata per proteggere gli italiani in situazioni di emergenza è diventata negli ultimi anni un calderone di interessi finanziari che costa agli italiani due miliardi di euro all&#8217;anno. Un &#8220;sistema gelatinoso&#8221;, come è stato definito dai magistrati, fatto di imprenditori disonesti e appalti truccati che non solo non riesce a far fronte alle catastrofi, ma lucra su di esse arrivando perfino a festeggiare la notizia del terremoto abruzzese!</p>
<p>Nel caso della cosiddetta “emergenza sbarchi”, quando si cerca di comprendere come la Protezione Civile stia operando, ci si accorge immediatamente che in realtà l’emergenza non è tale. Nel caso della Regione Calabria il Piano prevede l’assegnazione di 1.643 posti, di cui attivati ad oggi, da quel che risulta, meno di 500. Un numero irrisorio e facilmente gestibile, (circa 4 persone per ciascuno dei rispettivi 409 Comuni calabresi), se non fosse per i criteri scellerati che si sono invece adottati dalla Protezione Civile. La maggior parte di questi profughi, infatti, sono stati concentrati sulla costa tirrenica presso strutture alberghiere, come il caso di Amantea, dove risiedono attualmente circa 150 profughi o come nel caso di Falerna, con un centinaio di presenze e dove si è già verificata una rissa per futili motivi.</p>
<p>Considerato che la Calabria si è dotata di una Legge Regionale ad hoc sull’accoglienza, si potrebbe tranquillamente far fronte alla situazione attuale coinvolgendo quanti più comuni possibile, proprio per evitare il rischio di tensioni sociali e per dare senso e seguito al dettato della Legge Regionale, che mira a coniugare il ripopolamento dei piccoli comuni abbandonati proprio attraverso l’accoglienza dei profughi.</p>
<p>L’intera gestione del Piano risulta, invece, tanto complicata quanto priva di meccanismi di trasparenza: non c’è una programmazione chiara, è impossibile sapere quali siano i criteri adottati per la scelta delle strutture e come vengono selezionati i soggetti preposti all’assistenza dei migranti.</p>
<p>L’impressione che se ne ricava, dunque, è quella di un caos organizzato in cui manca il coordinamento dei soggetti coinvolti. Sindaci, associazioni, forze dell’ordine non vengono coordinate. Anzi, spesso non sono al corrente di quanto accade. Molti sindaci sono stati sistematicamente esclusi dall’intera operazione e stesso destino è toccato allo SPRAR, una rete nazionale che da anni si occupa di accoglienza e tutela di richiedenti asilo, una rete diffusa su tutto il territorio, nei piccoli comuni come nelle grandi città, per un totale di 153 progetti territoriali.</p>
<p>Un modello virtuoso nato durante la crisi del Kosovo e fin da subito finalizzato a gestire l’accoglienza non in maniera emergenziale ma come occasione per progettare e pianificare un sistema pubblico di accoglienza. Decentramento, ospitalità in piccoli numeri, coinvolgimento degli enti locali e dell’associazionismo, un approccio considerato un modello esemplare a livello europeo. Con il vantaggio di esperienze con forti ricadute sul piano sociale, come nel caso di Riace, riconosciuto internazionalmente come modello d’interazione ed inclusione sociale.</p>
<p>Ebbene, nel contesto attuale lo SPRAR, con un’esperienza decennale e con grandi professionalità radicate anche a livello locale, che dovrebbe essere il perno nella gestione dell’accoglienza, è stato completamente ignorato e scavalcato, come ha denunciato la Direttrice del Servizio Centrale, Daniela Di Capua. L’aver appaltato alla Protezione Civile questa gestione, significa che si è preferito la logica dell’emergenza e non quella della progettualità. con costi decisamente più elevati rispetto a quelli dello Sprar e che coprono esclusivamente i costi dell’accoglienza e non misure volte all’orientamento e all’inclusione sociale. Le uniche iniziative in tal senso, una volta ancora, provengono dal basso e sono espressione di quella rete sociale spontanea che da sempre caratterizza questa Regione come terra di accoglienza.</p>
<p>Ogni giorno le cronache ci raccontano di continui sbarchi a Lampedusa e di proteste all’interno di strutture come quella di Mineo o di Manduria; i CARA sono già al collasso e in questi giorni sono scoppiate rivolte sia a Bari che a Crotone.</p>
<p>Quali sono dunque, le prospettive di un’accoglienza progettata in un’ottica emergenziale che ha guidato finora tutte le disposizioni del governo senza nessuna pianificazione di medio termine?</p>
<p>Che ne sarà di queste persone una volta esauriti i fondi?</p>
<p>Il vero allarme e la vera emergenza sono i risultati che questo scellerato Piano di Accoglienza sta già producendo: concentrazione di grandi numeri di profughi in contesti territoriali di piccole dimensioni e zero progettualità sul piano dell’inclusione, rischi di tensione sociale, proteste all’interno dei centri.</p>
<p>Come realtà impegnate nel campo dell’accoglienza in Calabria chiediamo invece:</p>
<ul>
<li>che la competenza del Piano di Accoglienza passi dalla Protezione Civile alle Politiche Sociali delle Regioni;</li>
<li>che tutti gli interventi previsti per i richiedenti asilo siano coordinati dal Servizio Centrale, anziché dalla Protezione Civile;</li>
<li>che sia preso come modello di accoglienza, da implementare, il Sistema di Protezione dei Rifugiati e Richiedenti Asilo;</li>
<li>che sia data concretezza ed operatività ai dettami della Legge Regionale sull’Accoglienza.</li>
</ul>
<p><strong>2 Agosto 2011</strong></p>
<p><em>Coordinamento Regionale Sprar Calabria</em></p>
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		<title>Accoglienza straordinaria nello SPRAR</title>
		<link>http://www.lakasbah.org/2011/07/accoglienza-straordinaria-nello-spra/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 12:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo SPRAR e i posti straordinari Nell’ambito delle misure di accoglienza straordinaria per i migranti provenienti dal Nord Africa, che – come illustrato nel precedente numero della newsletter – fa capo alla Protezione Civile, lo SPRAR ha messo a disposizione 1.500 posti aggiuntivi, ulteriori rispetto ai 3.000 finanziati in via ordinaria dal Fondo Nazionale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><strong><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> </span><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Lo SPRAR e i posti straordinari</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Nell’ambito delle misure di accoglienza straordinaria per i migranti provenienti dal Nord Africa, che – come illustrato nel precedente numero della newsletter – fa capo alla Protezione Civile, lo SPRAR ha messo a disposizione 1.500 posti aggiuntivi, ulteriori rispetto ai 3.000 finanziati in via ordinaria dal <em>Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo</em>. La rete degli enti locali già parte del Sistema di Protezione è stata, inoltre, rinforzata dalla disponibilità di quegli enti che – in occasione dell’ultimo bando per il triennio 2011/2013 – hanno avuto il proprio progetto valutato idoneo ma non finanziato.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Il Servizio Centrale ha quindi preso contatto con tutti i singoli “<em>soggetti attuatori</em>” regionali (competenti per la stipula delle convenzioni di accoglienza e per l’erogazione delle risorse), ai quali ha inviato i prospetti dei posti straordinari messi a disposizione dalla rete dello SPRAR, con le indicazioni dei relativi referenti locali.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Contestualmente il Servizio Centrale ha anche parlato con gli enti della rete SPRAR per ricevere conferma delle disponibilità, nonché per attivare un contatto diretto degli stessi enti con i referenti regionali della Protezione Civile.</span></p>
<p><a href="http://www.serviziocentrale.it/">www.serviziocentrale.it</a></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span id="more-526"></span></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="color: #888888;"><strong><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Il Servizio Centrale e le modalità di ingresso nell’accoglienza</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Rispetto ai posti straordinari della rete SPRAR il Servizio Centrale mantiene i propri compiti ordinari di supporto e assistenza agli enti locali e gestori dell’accoglienza, e il controllo/monitoraggio della banca dati, nella quale è stato previsto un campo <em>ad hoc</em> per la registrazione delle presenze nei posti straordinari. Inoltre si è reso disponibile per supportare la realizzazione di interventi di formazione a livello territoriale e centrale, soprattutto a beneficio degli enti SPRAR interessati a rinforzare le competenze delle altre realtà del territorio coinvolte dalla Protezione Civile negli interventi di accoglienza, ma prive di un’esperienza specifica nel settore.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">In merito al trasferimento delle persone nei posti straordinari SPRAR il Servizio Centrale sta aprendo canali di confronto con i <em>soggetti attuatori</em> regionali della Protezione Civile per far conoscere e condividere le modalità di azione specifiche del Sistema di Protezione, spostando l’attenzione sulle caratteristiche delle persone da trasferire e delle tipologie di accoglienza offerte, piuttosto che sull’esigenza di spostare in blocco numeri alti di persone, prescindendo dall’identità e dalle biografie delle stesse.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">In questo percorso di confronto sono fondamentali gli interventi degli stessi enti locali e gestori dello SPRAR, nonché degli interlocutori abituali dei progetti territoriali del Sistema e del Servizio Centrale. Infatti, in un momento così delicato dell’intero sistema asilo nazionale, sono determinanti per il supporto delle ragioni della “accoglienza integrata” proprio quegli enti, con cui negli anni si è lavorato per creare una collaborazione per l’inserimento delle persone nel circuito dell’accoglienza dello SPRAR. Si fa riferimento in particolare alle Questure e alle Prefetture, con le quali si opera per l’attuazione del decreto legislativo n.140/2005, e ai Cara.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">E’ stata, per esempio, la questura di Brindisi a segnalare al Servizio Centrale il caso di una coppia di coniugi nigeriani, ospitati insieme ad altri migranti in una struttura alberghiera attivata in occasione dell’emergenza, in condizione di vulnerabilità a causa dello stadio avanzato di malattia della signora. Tali condizioni impedivano loro di continuare a risiedere in un albergo, pertanto si è riusciti a predisporre un loro trasferimento in un progetto di accoglienza del Sistema. Successivamente sempre la stessa questura ha segnalato una seconda coppia di coniugi, di nazionalità ghanese e anch’essi presenti all’interno di una struttura alberghiera, con la signora con una gravidanza a rischio: anche per questo nucleo si è individuata una soluzione di accoglienza all’interno dei posti straordinari dello SPRAR. </span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Altro caso esemplificato è quello della questura di Agrigento che, congiuntamente ad Acnur, ha sottoposto il caso di un nucleo familiare di dieci persone, arrivato insieme a Lampedusa e lì separato, con la madre e sette figli caricati a bordo di una nave con destinazione Civitavecchia, mentre il padre con il figlio spostati ad Agrigento. Per loro il Servizio Centrale ha lavorato per il ricongiungimento della famiglia in un progetto di accoglienza pugliese, dando vita a un virtuoso collegamento tra questura, Protezione Civile, enti dello SPRAR.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Sono quotidianamente numerose le segnalazioni – quasi sempre di situazioni di vulnerabilità – che arrivano dai territori, anche dai centri governativi (Cara), e per le quali si opera, caso per caso, per individuare le soluzioni più adeguate.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">In tutte queste situazioni il Servizio Centrale interviene con un’opera di mediazione con i <em>soggetti attuatori regionali</em>, per effettuare il trasferimento delle persone e per tentare di rispondere a un approccio emergenziale (che richiede lo spostamento in grandi numeri verso capienti centri collettivi) con le modalità e le strutture di accoglienza dello SPRAR.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="color: #888888;"><strong><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Il canale di confronto con la Protezione Civile</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Il Servizio Centrale è, altresì, in contatto costante con la Protezione Civile nazionale, con cui si concordano <em>in progress</em> le modalità di azione e a cui è stata prodotta tutta la documentazione necessaria per l’attuazione di accoglienza secondo le modalità dello SPRAR (Linee guida, Manuale operativo, modello di convenzione tipo, Manuale per la rendicontazione, ecc.). Alla Protezione Civile nazionale, inoltre, vengono tempestivamente sottoposte le criticità emergenti a livello locale/regionale, per individuare insieme possibili soluzioni. </span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">A oggi le maggiori problematiche rilevate riguardano: la previsione dei posti straordinari SPRAR nelle “quote regionali”, secondo il piano di accoglienza della Protezione Civile che prevede una distribuzione dei posti di accoglienza proporzionale agli arrivi su tutto il territorio nazionale; le modalità di conclusione degli accordi bilaterali da parte della Protezione Civile (tendenzialmente senza la costruzione di partenariati tipica dello SPRAR) e di saldo dei pagamenti, a rimborso delle spese sostenute; le già menzionate modalità di inserimento delle persone in accoglienza; il trasferimento in strutture per richiedenti asilo e rifugiati di migranti non rientranti nelle casistiche della protezione internazionale; la competenza in merito ai minori non accompagnati richiedenti asilo.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">In relazione a quest’ultimo aspetto si rileva che la causa degli ostacoli ai trasferimenti dei minori nei posti del Sistema di Protezione risiede nell’identificazione del centro di responsabilità. In un’ordinanza del 18 maggio 2011, infatti, la Protezione Civile ha riconosciuto come <em>soggetto attuatore</em> per l’accoglienza straordinaria dei minori non accompagnati il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nella persona del dottor Natale Forlani. Se i minori sono richiedenti asilo, devono rientrare nel circuito di accoglienza dello SPRAR, così come anche indicato nella direttiva del Ministero dell’Interno dell’11 aprile 2007, tuttora vigente e applicabile, anche in condizioni di emergenza e di straordinarietà. Nei fatti, al momento della redazione della presente newsletter, sebbene sia stato disposto l’inserimento nello SPRAR di 44 minori non accompagnati richiedenti asilo (sia con la sola espressione della volontà di presentare istanza che con l’effettiva verbalizzazione della domanda), dal centro di Mineo e da altre strutture governative, i trasferimenti non sono stati ancora effettuati proprio perché i <em>soggetti attuatori</em> regionali – competenti per il territorio di accoglienza – hanno sollevato la questione sulla competenza, rinviandola ad altro <em>soggetto attuatore</em>, vale a dire il Ministero delle Politiche Sociali.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Questa situazione relativa ai minori e tutti gli altri elementi di criticità sono stati sottoposti alla Protezione Civile, accompagnati da proposte puntuali per trovare soluzioni mirate a garantire la migliore accoglienza possibile, che per lo SPRAR è necessariamente riconducibile all’<em>accoglienza</em> <em>integrata</em>.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="color: #888888;"><strong><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Le prospettive dell’accoglienza</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">E’ impossibile nascondere la delicatezza di una situazione attuale che si connota come estremamente eterogenea e complessa. Il circuito regionale attivato dagli interventi di Protezione Civile, nonché l’intervento a livello nazionale di un soggetto istituzionale diverso dal Ministero dell’Interno, da anni preposto a raccordare gli interventi in materia di asilo, stanno di fatto costituendo un ulteriore sistema di accoglienza, differente sia dallo SPRAR che dai centri governativi (Cara), che già di per sé – malgrado gli sforzi di collegamento – non costituiscono le due componenti di un unico contesto di accoglienza, soprattutto perché le linee guida dell’uno differiscono dal capitolato che sottende agli altri e anche per la mancanza di proporzione delle rispettive capienze.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">D’altra parte il piano di accoglienza della Protezione Civile, con la distribuzione di quote di posti regione per regione, non è stato originariamente programmato per entrare in sinergia con questi altri due contesti, generando inevitabilmente molti quesiti circa il riconoscimento di competenze e di responsabilità. A questo si aggiunge che le peculiarità dei diversi territori regionali, risorse imprescindibili per l’efficacia di un’accoglienza di qualità, hanno determinato anche una differente applicazione delle molteplici ordinanze di Protezione Civile che avrebbero dovuto uniformare il lavoro sul campo in un contesto riconosciuto dalle stesse disposizioni come “emergenziale”.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">In questo contesto si deve tenere conto che lo SPRAR nella sua interezza – ANCI e Ministero dell’Interno, con il Servizio Centrale e i singoli progetti territoriali – insieme anche agli enti di tutela, sta quotidianamente lavorando per ricomporre i differenti “sistemi di accoglienza” al momento attivati sul territorio italiano, sforzandosi – in collaborazione con la  Protezione Civile nazionale – di raccogliere le esperienze maturate e gli standard collaudati, nonché di mettere in atto, là dove possibile, sinergie e collaborazioni.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Da questa situazione è possibile, tuttavia, riscontrare alcuni aspetti che possono apportare un valore aggiunto in termini di prospettive future dell’accoglienza.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Un piano di accoglienza declinato a livello regionale si coniuga perfettamente con la <em>ratio</em> della diffusione territoriale dei progetti di accoglienza alla base dello SPRAR, con la volontà di costituire e rinforzare i coordinamenti regionali, potenzialmente di grande supporto ai singoli enti locali e alle associazioni del Sistema di Protezione, che ora assistono a un diretto coinvolgimento delle regioni. </span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Il contesto attuale, che vede la partecipazione di nuovi attori e realtà nell’ambito dell’accoglienza, induce ad aprire con loro un dialogo e un confronto che – per chi lavora da anni nell’ambito dello SPRAR – deve partire dal riconoscimento e dalla acquisizione delle sue linee guida e degli standard, che sicuramente possono essere migliorati e perfezionati, ma rispetto ai quali di certo non si può tornare indietro. Riuscire a renderne partecipi anche coloro che si affacciano per la prima volta sullo scenario dell’accoglienza dei migranti forzati, senza precedenti specifiche esperienze a riguardo, può essere l’occasione per estendere la qualità degli interventi. Sicuramente, per chi è già impegnato sul campo, questo comporta uno sforzo aggiuntivo, ma – pur senza progettare un ampio intervento di formazione – pensare anche semplicemente di diffondere il Manuale dello SPRAR e le pratiche contenute nelle pubblicazioni prodotte in questi ultimi anni, così come l’avvio di un confronto diretto, sarebbe un passo importante per portare sul terreno dell’accoglienza integrata anche quanti potrebbero attuarla, senza tuttavia conoscerne i presupposti e le componenti.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> Allo stesso modo, anche sulla base degli interventi realizzati in occasione di un’altra emergenza (quella del 2008), è possibile finalmente definire una procedura interna allo stesso SPRAR in grado di rispondere alle misure ordinarie di accoglienza in maniera continuativa, per tutto l’anno e a prescindere dalle emergenze, così come contestualmente per gli interventi straordinari e temporanei, con una capacità di apertura di strutture “leggere” e aggiuntive, in grado comunque di rispondere velocemente e tempestivamente, pur mantenendo la corrispondenza agli standard di accoglienza integrata del Sistema di Protezione.</span></p>
<p><span style="color: #888888; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.lakasbah.org%2F2011%2F07%2Faccoglienza-straordinaria-nello-spra%2F&amp;title=Accoglienza%20straordinaria%20nello%20SPRAR"><img src="http://www.lakasbah.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>COMUNICATO STAMPA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 12:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da molte settimane a Lampedusa, nei pressi dell&#8217;ex base Loran, oggi centro per migranti, di cui non si capisce bene di che tipo, se: C.P.S.A., C.P.T., C.I.E. o altro, sono rinchiusi circa duecento minori non accompagnati,questi ragazzi sono in stato di detenzione senza avere commesso reato, sono rinchiusi senza la possibilità di uscire neanche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Da molte settimane a Lampedusa, nei pressi dell&#8217;ex base Loran, oggi centro per migranti, di cui non si capisce bene di che tipo, se: C.P.S.A., C.P.T., C.I.E. o altro, sono rinchiusi circa duecento minori non accompagnati,questi ragazzi sono in stato di detenzione senza avere commesso reato, sono rinchiusi senza la possibilità di uscire neanche per qualche ora. Alcuni hanno sollevato spesso il problema e le risposte ufficiali sono che in Italia non ci sono posti per minori. In questo ultimo mese a Lampedusa sono sbarcate tanti nuclei familiari, tanti bambini piccoli, questi vengono portati in altre zone d&#8217;Italia in modo veloce, ma in posti dove la parola accoglienza è veramente un eufemismo. Purtroppo le autorità competenti non stanno prendendo in considerazione alcune proposte fatte per quanto riguarda l&#8217;accoglienza quella vera, quella che funziona, un esempio emblematico è il caso di Riace, il piccolo comune della Locride dove il sindaco Domenico Lucano è riuscito insieme ai suoi collaboratori a far diventare un piccolo borgo disabitato un villaggio multietnico, dove convivono Kurdi,Palestinesi, Etiopi, Nigeriani e genti di molte altre nazioni. <span id="more-524"></span></p>
<p>Questo progetto a cui poi si sono accodati altri piccoli comuni vicini come Caulonia, funziona da molti anni ed ha dimostrato come sia possibile con gli stessi fondi stanziati dal governo per rinchiudere in posti invivibili e senza prospettive i migranti, creare sviluppo e veri e propri laboratori di convivenza.</p>
<p>In questi giorni il sindaco di Riace Domenico Lucano ha proposto di accogliere 130 migranti, ma a quanto pare ha ricevuto risposta negativa da parte delle autorità che sembrano volere continuare ancora sulla linea dura, senza accorgersi di stare perdendo un enorme possibilità, quella di arrivare prima di altri paesi a quello che sarà l&#8217;inevitabile futuro dell&#8217;Europa. Anche il sindaco di Acquaformosa un piccolo comune di cultura arbresh in provincia di Cosenza, Giovanni Mannoccio,  che ha messo a disposizione 50 posti nel suo comune. Crediamo che l&#8217;esperienza di Riace e Caulonia siano ripetibili e che hanno dimostrato di portare ricchezza umana, culturale ed economica e che debbano essere messe in condizione di potere operare la propria “Vocazione” soprattutto in momenti cosi critici come quello attuale, in cui servono luoghi in cui le persone possano vivere e costruire la propria vita insieme ad altre persone e non essere rinchiusi in posti in cui la vita spesso diventa invivibile.</p>
<p>A tale proposito chiediamo che i minori rinchiusi alla Loran fino a quando non avranno trovato una degna sistemazione, possano uscire dal centro e che chi voglia andare a trovarli e fare qualche attività con loro abbia la possibilità di farlo, inoltre chiediamo che la richiesta delle varie realtà che mettono a disposizione posti, competenze ed esperienze vengono accolte e supportate da chi di dovere.</p>
<p>Sappiamo bene che i minori hanno una condizione particolare e che non possono essere accolti in qualsiasi tipo di strutture, quindi sarebbe il caso che dove esiste la volontà di accogliere si costruiscano le condizioni per farlo nei modi in cui la legge lo prevede, sappiamo anche che la gestione di questi flussi migratori è complessa e che ci sono molte cose da non sottovalutare ma riteniamo che alcune situazione, come quella dei minori alla “Ex base Loran” siano inaccettabili e si debba fare di tutto per risolvere nel minore tempo possibile, e che intanto si migliorino le condizioni di vita di questi ragazzi che ripeto , vivono una condizione carceraria senza avere commesso alcun reato.</p>
<p>Associazione culturale Askavusa</p>
<p>Via Giovanni Verga n1 Lampedusa (Ag) 92010</p>
<p><a href="http://askavusa.blogspot.com/">http://askavusa.blogspot.com/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.lakasbah.org%2F2011%2F07%2Fcomunicato-stampa%2F&amp;title=COMUNICATO%20STAMPA"><img src="http://www.lakasbah.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Filo spinato e centri galleggianti per fermare i migranti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 08:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GRECIA Dal 2008, anno in cui il governo Italiano ha firmato il “Trattato di amicizia” con la Libia per bloccare i flussi migratori nel Sud Italia, i migrati si sono spostati a Est, sul fiume Evros, tra Grecia e Turchia. Da quest’area di confine, infatti, nel 2010 sono giunte in Europa 132 mila persone, pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRECIA</p>
<p>Dal 2008, anno in cui il governo Italiano ha firmato il “Trattato di  amicizia” con la Libia per bloccare i flussi migratori nel Sud Italia, i  migrati si sono spostati a Est, sul fiume Evros, tra Grecia e Turchia.  Da quest’area di confine, infatti, nel 2010 sono giunte in Europa 132  mila persone, pari all’80% degli immigrati irregolari, circa nove volte  quelle arrivate in Italia lo scorso anno. Intanto il governo di Atene,  già duramente segnato dalla crisi economica, cerca di correre ai ripari.  Per scoraggiare la traversata si sta progettando uno “sbarramento di  reti metalliche, filo spinato e telecamere”, un muro lungo dodici  chilometri e mezzo. Per fronteggiare il sovraffollamento dei centri di  permanenza temporanea si pensa alla costruzione di “<a title="Tra Grecia e Turchia" href="http://www.redattoresociale.it/SpecialeArticolo.aspx#&amp;&amp;/wEXAwUJaWRSaXNvcnNhBQYzNTgwODQFCURldHRhZ2xpbwUEdHJ1ZQUFTGlzdGEFBWZhbHNlzxq7WYXpR5L1m95vGmKDHjK2AAw=">centri  galleggianti</a>”, ospitati su barche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.lakasbah.org%2F2011%2F06%2Ffilo-spinato-e-centri-galleggianti-per-fermare-i-migranti%2F&amp;title=Filo%20spinato%20e%20centri%20galleggianti%20per%20fermare%20i%20migranti"><img src="http://www.lakasbah.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>giornata mondiale del rifugiato</title>
		<link>http://www.lakasbah.org/2011/06/447/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xxx</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; 20 GIUGNO 2011 GIORNATA MONDIALE DEL  RIFUGIATO LA LORO STORIA E’ LA NOSTRA STORIA. DA 60 ANNI AL FIANCO DEI RIFUGIATI Sessant’anni fa entrò in funzione l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). A pochi mesi di distanza, nel luglio del 1951, fu poi promulgata la Convenzione di Ginevra relativa allo status [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/locandina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-521" title="locandina" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/locandina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong>20 GIUGNO 2011 GIORNATA MONDIALE DEL  RIFUGIATO</strong></p>
<p><strong>LA LORO STORIA E’ LA NOSTRA STORIA. DA 60 ANNI AL FIANCO DEI RIFUGIATI</strong></p>
<p>Sessant’anni fa entrò in funzione l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). A pochi mesi di distanza, nel luglio del 1951, fu poi promulgata la Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati. Da allora, in tutte le sue operazioni,  l’Agenzia ha aiutato milioni di persone sia durante le emergenze umanitarie che a ricostruirsi le proprie vite, assistendole nel ritorno a casa o attraverso il reinsediamento in nuovi paesi. Nonostante i profondi cambiamenti che hanno ridisegnato la mappa geopolitica del mondo, la pace resta ancora un obiettivo lontano per molte regioni del pianeta. Persecuzioni, guerre, violazioni generalizzate dei diritti umani ed esilio continuano a rappresentare il destino quotidiano per 43.7 milioni di uomini, donne e bambini. In gran parte essi provengono dai Balcani, dal Corno d’Africa, dall’Iraq, dalla Turchia. Sono costretti a fuggire dal proprio paese dove la loro vita è in serio pericolo e spesso l’Italia è solo una tappa della loro fuga. Una geografia in perenne evoluzione quella degli sfollati e rifugiati che nelle aree più martoriate del pianeta cercano quotidianamente scampo da conflitti, persecuzioni e altre situazioni di vita insopportabili. Per la maggior parte di essi, quasi 34 milioni, l’UNHCR ha dovere di assistenza.<br />
Quest&#8217;anno l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dedica la <strong>Giornata Mondiale del Rifugiato</strong> al <strong>60° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo Status dei rifugiati</strong>, il primo accordo internazionale che impegna gli stati firmatari a concedere protezione a chi fugge dalle persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche.<span id="more-447"></span></p>
<p>A Cosenza, l’Associazione Culturale <em>“La Kasbah”</em> organizza un incontro con i soggetti partner del progetto <em>“Asylon Cosenza: la città dell’accoglienza”.</em> L’iniziativa prevede un dibattito al quale prenderanno parte i referenti istituzionali e nel corso del quale verrà presentato il Protocollo d’Intesa per la gestione del progetto per l’accoglienza di Richiedenti asilo, Rifugiati e beneficiari di Protezione internazionale, seguiranno testimonianze da parte di rifugiati politici.</p>
<p>E’ prevista, inoltre, una visita guidata nell’Orto Migrante, esperienza attiva da diversi anni, dedita alla coltivazione di prodotti ortofrutticoli con tecniche di coltivazione naturale, portata avanti dall’associazione e da alcuni rifugiati residenti nella città di Cosenza.</p>
<p>A seguire è prevista la degustazione di pietanze libanesi.</p>
<p>Gli articoli sulla giornata:</p>
<p><a href="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/gazzetta-del-sud-21_06_20111.pdf">gazzetta del sud 21_06_2011</a></p>
<p><a href="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/calabriaora-22_06_20112.pdf">calabriaora 22_06_2011</a></p>
<p>Alcuni momenti:</p>

<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/olympus-digital-camera-3/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/P1016342-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/olympus-digital-camera-4/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/P1016351-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/olympus-digital-camera-5/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/P1016359-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/olympus-digital-camera-6/' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/P1016369-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/psf_3553/' title='PSF_3553'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/PSF_3553-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PSF_3553" title="PSF_3553" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/psf_3558/' title='PSF_3558'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/PSF_3558-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PSF_3558" title="PSF_3558" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/psf_3583/' title='PSF_3583'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/PSF_3583-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PSF_3583" title="PSF_3583" /></a>
<a href='http://www.lakasbah.org/2011/06/447/locandina-3/' title='locandina'><img width="150" height="150" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/locandina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="locandina" title="locandina" /></a>

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		<title>Orto Circuito</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 10:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[DOMENICA 19 GIUNGNO L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE MULTIETNICA &#8220;LA KASBAH&#8221; ONLUS è lieta di invitarvi all&#8217;iniziativa &#8220;Orto Circuito&#8221; &#160; promossa per far conoscere e divulgare l&#8217;esperienza dell’Orto Migrante attiva ormai da due anni, vuol essere anche un momento di riflessione e conoscenza su nuove pratiche di coltivazione dei prodotti agricoli. Sarà così possibile conoscere i metodi di coltivazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em> DOMENICA 19 GIUNGNO</em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_431" class="wp-caption alignright" style="width: 266px"><a href="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/19-giugno.jpg"><img class="size-medium wp-image-431" title="Orto circuito" src="http://www.lakasbah.org/wp-content/uploads/19-giugno-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">un iniziativa solidale</p></div>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE MULTIETNICA &#8220;LA KASBAH&#8221; ONLUS</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>è lieta di invitarvi all&#8217;iniziativa </em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>&#8220;Orto Circuito&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">promossa per far conoscere e divulgare l&#8217;esperienza dell’<em>Orto Migrante </em>attiva ormai da due anni, vuol essere anche un momento di riflessione e conoscenza su nuove pratiche di coltivazione dei<em> </em>prodotti agricoli. Sarà così possibile conoscere i metodi di coltivazione usati per la crescita dei prodotti che ogni sabato mattina è possibile trovare al mercatino della rete Utopie Sorridenti.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Mitigando, con le esigenze del territorio in cui si opera, i dettami del maestro Masanobu Fukuoka l&#8217;Orto Migrante porta avanti pratiche di produzione naturale e biodinamiche attenendosi soprattutto ad alcuni principi del maestro giapponese ovvero non arare, non diserbare, non utilizzare prodotti chimici. Sarà dunque possibile vedere di persona come i prodotti sono coltivati e curati.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">La giornata che prenderà avvio alle 10.00 del mattino e si svilupperà in più momenti. La prima parte, che si svolgerà interamente nell’orto, sarà dedicata alla didattica, oltre la visita guidata del terreno con spiegazione dei prodotti in esso messi a dimora, la loro proveninza e tipologia si potrà successivamente avere una migliore conoscenza delle tecniche di coltivazione naturale e dellle colture impiantate dall’Orto Migrante.<span id="more-430"></span></p>
<p style="text-align: center;">Alle 13:00 poi è previsto un momento di rin fresco e relax grazie alla degustazione di alcune le pietanze libanesi preparate da alcuni dei rifugiati ospiti del nostro progetto di accoglienza per rifugiati e residenti nella città di Cosenza.</p>
<p style="text-align: center;">Il menù proposto dagli stessi consisterà in:</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">1.   <em>Moutabal</em> (salsa, melanzane e yogurt) con Tahina al limone (sesamo bianco, farina e olio);</p>
<p style="text-align: center;">2.   <em>Falafel</em> (ceci, fave, prezzemolo, coriandolo e patate);</p>
<p style="text-align: center;">3.   <em>Taboulet</em> (boulgour condito con prezzemolo, farina, limone, olio di oliva, pomodori, menta, cipolla e pepe nero);</p>
<p style="text-align: center;">4.   <em>Kebbah</em> (farina, carne di vitello, noci, cipolla ed olio).</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Nel pomeriggio poi, per chi lo desidererà, si potrà mettere in pratica quanto appreso nella giornata.</p>
<p style="text-align: center;">La giornata è anche una gradita occasione per incontrare persone provenienti da diverse parti del mondo e scambiare esperienze e intessere rapporti con loro.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Per le spese organizzative della giornata didattica e per sostenere l’iniziativa </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>è richiesta una sottoscrizione</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>di € 10,00</strong></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Partecipa anche tu</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ti aspettiamo</strong></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">E’ gradita prenotazione <strong>entro venerdì 17 giugno</strong> ai seguenti contatti:</p>
<p style="text-align: center;">e-mail <a href="http://it.mc1322.mail.yahoo.com/mc/compose?to=ass.lakasbah@libero.it">ass.lakasbah@libero.it</a></p>
<p style="text-align: center;">tel. 329.8051163</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.lakasbah.org%2F2011%2F06%2Forto-circuito%2F&amp;title=Orto%20Circuito"><img src="http://www.lakasbah.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Migranti occupano statale Catania-Gela</title>
		<link>http://www.lakasbah.org/2011/05/migranti-occupano-statale-catania-gela/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 08:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[MINEO (CATANIA) &#8211; È stata sospesa la protesta di un centinaio di richiedenti asilo ospiti del Villaggio della solidarietà di Mineo che avevano occupato la strada statale 417, la Catania-Gela, per protestare contro la lentezza nel rilascio dei permessi di soggiorno. L&#8217;iniziativa è durata circa due ore e mezza. Il traffico nella zona è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MINEO</strong> (CATANIA) &#8211; È stata sospesa la protesta di un  centinaio di richiedenti asilo ospiti del Villaggio della solidarietà di  Mineo che avevano occupato la strada statale 417, la Catania-Gela, per  protestare contro la lentezza nel rilascio dei permessi di soggiorno.  L&#8217;iniziativa è durata circa due ore e mezza. Il traffico nella zona è  stato ripristinato. Sul posto erano presenti agenti della polizia di  Stato, della stradale, carabinieri, volontari della Cri e i responsabili  del Villaggio della solidarietà.<span id="more-419"></span></p>
<p>Il Villaggio della solidarietà  di Mineo ospita circa 2.000 migranti, la maggior parte dei quali sono  dei richiedenti asilo e diversi di quest&#8217;ultimi contestano la lentezza  con cui procede l&#8217;iter burocratico per la concessione dello status di  rifugiato politico. Alcuni maghrebini sostengono che aspettano da mesi.</p>
<p>La  commissione per la valutazione delle richieste di asilo politico dei  migranti del Villaggio della solidarietà è di Siracusa, e ha già avviato  le pratiche per le domande già presentate e messe in calendario. La  sub-commissione di Catania è stata nominata, ma non è ancora operativa  sul posto per problemi logistici e di personale, nonostante l&#8217;impegno  diffuso dalla Prefettura di Catania.</p>
<p>Il tempo di valutazione  varia da caso a caso: dipende dalla nazionalità del richiedente asilo,  ed è legata anche alla necessità di trovare un interprete adeguato per i  diversi idiomi delle lingue di diversi Paesi Arabi e Africani. Secondo  una prima stima non è possibile esitare più di una decina di domande al  giorno, a fronte di oltre 1.500 richiedenti.</p>
<p>Il soggetto attuatore è la Protezione civile regionale siciliana, come dispone un&#8217;ordinanza del Viminale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.lakasbah.org%2F2011%2F05%2Fmigranti-occupano-statale-catania-gela%2F&amp;title=Migranti%20occupano%20statale%20Catania-Gela"><img src="http://www.lakasbah.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Piano di accoglienza, lo Sprar accusa: “servizio ignorato e scavalcato”.</title>
		<link>http://www.lakasbah.org/2011/04/piano-di-accoglienza-lo-sprar-accusa-%e2%80%9cservizio-ignorato-e-scavalcato%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 08:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La direttrice del Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati Di Capua denuncia: “Ora abbiamo dei sistemi che viaggiano in parallelo: il nostro e quello ‘appaltato’ alla Protezione civile. Con costi più alti”. Gli sbarchi finora non sono stati un’emergenza umanitaria ma “emergenza di farvi fronte”. È quanto ha dichiarato Daniela Di Capua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La  direttrice del Sistema di protezione per i richiedenti asilo e  rifugiati Di Capua denuncia: “Ora abbiamo dei sistemi che viaggiano in  parallelo: il nostro e quello ‘appaltato’ alla Protezione civile. Con  costi più alti”.</em></p>
<p>Gli sbarchi finora non sono stati  un’emergenza umanitaria ma “emergenza di farvi fronte”. È quanto ha  dichiarato Daniela Di Capua, direttrice del Servizio di protezione per i  richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), che ha denunciato “costi  spropositati” nella gestione dell’accoglienza straordinaria “senza  tenere in considerazione una rete di accoglienza che già esiste sui  territorio”. La situazione attuale, secondo la Di Capua, vede “dei  sistemi che viaggiano in parallelo: il nostro e quello ‘appaltato’ alla  Protezione civile”.<span id="more-409"></span><br />
La direttrice dello Sprar ha dichiarato che la rete ha attualmente “a  disposizione 3 mila posti, che garantiscono un’accoglienza di circa 6-7  mila persone all’anno, quindi insufficienti rispetto alle migliaia di  richiedenti asilo che restano fuori: è il punto debole di un sistema che  vuole essere istituzionale, il braccio dello Stato operativo sul fronte  dell’asilo”.<br />
Nato nel 2002 dopo un biennio del “Programma nazionale asilo” (primo  sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati,  diffuso su tutto il territorio nazionale), grazie alla legge 189 che in  quell’anno ha istituzionalizzato le misure di accoglienza organizzata,  lo Sprar è affidato alla gestione dell’Anci (Associazione nazionale  Comuni italiani) e costituito dalla rete degli enti locali che – per la  realizzazione di progetti di accoglienza dei rifugiati – accedono, nei  limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i  servizi dell’asilo. Pur “avendo standard di accoglienza addirittura  superiori a quelli indicati dalla normativa europea per l’accoglienza  dei rifugiati”, e avendo ideato servizi ad hoc per i richiedenti asilo  “con disagio mentale, purtroppo in aumento”, lo Sprar sembra non essere  legittimato nel nostro Paese come “cabina di regia” per quanto concerne i  rifugiati, ha denunciato Di Capua, insistendo: “Nelle cosiddette  emergenze, improvvisamente lo Sprar –che dovrebbe essere il perno nella  gestione dell’accoglienza – è stato completamente ignorato e scavalcato,  come se non esistesse, se si dovesse ricominciare da capo e tutto  dovesse essere ancora inventato nell’ambito dell’asilo in Italia”. E ha  aggiunto: “Il fatto che la gestione sia stata data in mano alla  Protezione civile, insieme ai soldi, significa che si vuole dare un  certo tipo di connotazione alla situazione”.<br />
Una connotazione che sa di “emergenza”, appunto, e non di progettualità  in vista di un percorso d’integrazione: “Le Regioni non volevano le  tendopoli, invece sono sorte in Puglia (2.300 posti), Sicilia (600  posti), Campania, a Campobasso. Ci è stato promesso di aumentare di  1.000 unità i posti gestiti dallo Sprar, ma nulla è stato definito in  merito ai criteri, ai casi vulnerabili, a quali servizi verranno  erogati: si limiteranno a vitto, alloggio e assistenza sanitaria di  base, oppure comprenderanno i corsi d’italiano, la mediazione culturale,  l’assistenza legale? Non sappiamo quante risorse avremo a  disposizione&#8230;”. Infatti non si tratta solo di un problema di “regia” e  di coordinamento: “appaltare” alla Protezione civile e alle forze  dell’ordine la gestione dei richiedenti asilo “costa molto di più: i  cosiddetti Cara (Centri accoglienza richiedenti asilo, strutture  provvisorie collettive) costano 70-80 euro pro capite, escluse le spese  dei controlli di sicurezza, mentre lo Sprar prevede una diaria di 35  euro al giorno”.</p>
<p>E la sua rete si dipana su tutto il territorio nazionale, nei piccoli   comuni come nelle grandi città, “con 153 progetti presenti in tutte le   regioni, ad eccezione della Valle d&#8217;Aosta: ben poco, se si pensa che in   Italia ci sono 8mila comuni&#8230;”. Insomma, sul territorio si potrebbe   fare molto di più, ma “manca un percorso chiaro e coordinato su  dove  andrà un richiedente asilo appena arriva, nel mese successivo, nel   lungo periodo: tappe che dovrebbero accompagnare la persona in un iter   omogeneo a Roma come a Milano, a Sezze o a Cuneo, con risposte ad hoc   nelle reti territoriali”. (lab)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>© Copyright Redattore Sociale<br />
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